28 Agosto 2008

Gli errori dei padri ricadono sui figli...

Fin da piccoli veniamo cresciuti con l’idea che noi e solo noi siamo artefici del nostro destino, che chiunque può partire da zero e, con impegno costanza e sacrificio, possa raggiungere i propri obiettivi. Seguire i nostri sogni e le nostre aspirazioni è la via indicata  per vivere la nostra vita in pieno; milioni di canzoni ci spingono a fare il possibile per vivere come vogliamo senza seguire ciecamente il Vello d’Oro o chissà quale altra mitologica fortuna. Ognuno è artefice del proprio destino, che può governare tramite il libero arbitrio. Macchiavelli sosteneva che il Fato è per il 50% fortuna e per il restante 50% abilità del soggetto. Dicono stronzate.

Tutti nasciamo con gli errori dei nostri genitori come eredità, e gli errori dei padri ricadono sui figli; quando sei nato sotto una cattiva stella, o ancora peggio non saresti dovuto nascere, puoi fare tutti i sacrifici umanamente possibili, potrai mettere in gioco tutto l’impegno di cui sei capace, ma arrancherai sempre dietro alla stella che vuoi raggiungere. Per nostra sfortuna la vita è ben lungi dall’essere equa, e spesso l’ironia di cui è capace non ci è chiara. Bisogna capire quando è inevitabile resa onde non sprecare energie e tempo, risorse che si potrebbero destinare a scopi a noi propizi.

Giunge un momento nella vita in cui ci si schianta contro l’inevitabile verità, in cui i nostri occhi si aprono e i nostri sogni, memorie di infantili desideri, vaporizzano nell’aria e non possiamo che non vedere ciò che ci circonda. Non tutto è raggiungibile o realizzabile, bisogna rassegnarsi a ciò e concentrarsi su ciò che è possibile; la disillusione sulla vita, le mire più terrene, una visione meno romantica ma più cinica dell’esistenza: forse questa è la vera maturità…

Beati coloro che sono ancora “immaturi”, forse ancora ciechi nei confronti del destino, o ancora cullati da quel Fato che molti a tradito.

Nella mitologia greca Sisifo viene condannato dagli dei a far rotolare una pietra fino alla cima di una  collina, solo per vederla cadere giù e andarla a riprendere per riportarla in cima, così per l’eternità; così potrebbe essere metaforicamente la vita di ogni essere umano, ci battiamo per anni senza ottenere risultati.

Forse è quest’essere testardi, o incosci, che ci tiene a galla dal baratro, che ci fa svegliare ogni mattina con la speranza che il nuovo giorno sia diverso, migliore, da quello che l’ha preceduto… forse la vita è solo ciò.

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